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> LO STILE JALA JALA
> LE CARATTERISTICHE PECULIARI
> LA SEQUENZA DI PAPITO


Meeting Latino - Roma 1996



Meeting Latino - Roma 1996

 


con Vivian, Pilar, Tania, Zoraida e Diane - San Juan 1995


con Barbara e Marcela - Energy - Roma 1999


Guantanamera - Ravenna 1998

Intorno alla fine degli anni ‘80 Papito Jala Jala, ha avuto il grande merito di riunire intorno a sé i migliori talenti dell’isola, dando vita ad un gruppo che presto sarà d’esempio per le future generazioni salsere.

Così lo stesso Papito Jala Jala descrive il suo gruppo:
Gli Jala Jala dancers sono formati da giovani scelti personalmente da me nei vari club notturni, oppure durante le feste patronali. Sono ballerini che hanno sviluppato le loro capacità non attraverso degli studi accademici ma che hanno imparato a ballare praticamente per la strada. In questo sta la differenza: io gli insegno il mio stile e loro lo esteriorizzano con quel sabor unico che è tipico della nostra isola”.

Il gruppo di Papito Jala Jala esordisce nel 1989 durante l’omaggio ai 25 anni di carriera di Andy Montañez, celebrato nel teatro della Università di Puerto Rico. All'inizio la formazione era composta, oltre allo stesso Papito, da Alicia “chacha” Seguinot, Felipe Polanco, Pilar D' Oleo, Hector Cruz, Zoraida Rivera, Carmelo Cabrera (sostituito poi da Tito Ortos), Tania Santiago, Angel Martinez e Ingrid Reyes.

Fra le apparizioni più celebri ricordiamo quelle al Teatro Bellas Artes di San Juan insieme a cantanti del calibro di Cheo Feliciano, Tony Vega, Ismael Miranda e Roberto Roena; quelle al Coliseo Roberto Clemente di San Juan con la MP All Stars e con Gilberto Santarosa; quelle all’anfiteatro Tito Puente di San Juan con l’orchestra di Tommy Olivencia e della Sonora Ponceña; senza dimenticare quella più importante: al Madison Square Garden di New York ancora una volta con la  Sonora Ponceña.

Sempre Papito ricorda: “Fu Papo Lucca, leader della Sonora Ponceña, ad insistere con Ralph Mercado affinché fosse un gruppo portoricano al 100% ad accompagnare la loro esibizione. Un gruppo che potesse dimostrare che anche nella isla del encanto si ballava con sabor. Ricordo che per l’occasione c’erano i più bravi ballerini di New York, curiosi di vedere in che maniera ballassero i loro cugini portoricani. Attorno a noi c’erano anche molti pregiudizi. Molti pensavano che noi ballassimo sull’uno e che non sapessimo nemmeno che cosa fosse la clave. Ricordo che durante la nostra esibizione c’era chi contava la musica per vedere su che tempo eravamo. Credo sia proprio questa la differenza fra noi e loro. Loro contano la musica, noi invece ci lasciamo guidare dal ritmo della clave ed è proprio questa la chiave del nostro sabor.”


In questo mitico gruppo hanno militato ballerini del calibro di Jesus Aponte, Jorge Santana, Viviane Ayala, Joe Rodriguez, Diane Sierra, David Ortiz, Roxana Gonzales, Giovanna e Angela Rivera. Personaggi di grande talento in grado di  apportare un grosso contributo creativo all’evoluzione di questo stile. Uno stile andatosi via via sviluppando, senza però mai allontanarsi troppo dal solco della tradizione.
Così ce lo spiega il suo creatore:
“Il mio stile è molto semplice ed essenziale e non passerà mai di moda perché è quello tradizionale. Quello che a me più interessa nel ballo è il sabor. Sono  Io non credo nelle figure vertiginose né nelle acrobazie. Le acrobazie, per favore,  lasciamole a Los Angeles o a New York! La nostra è una salsa che ha le sue radici nella strada e che dalla strada trae ancora oggi la sua ispirazione. Credo che la cosa più importante da ricordare è che la donna balla per l’uomo, l’uomo per la donna. La donna di conseguenza deve essere sempre molto femminile e sensuale, mentre l’uomo deve essere sempre bien macho ed aggressivo. Questo secondo me è il segreto del ballo!”

Gli Jala Jala dancers, sono stati, nel 1996, il primo gruppo portoricano a venire in tournée in Europa.  Sono stati anche i primi ad esibirsi ufficialmente a Cuba nell’ambito di una manifestazione denominata “De aqui pa allà”. Questa storica tournée  ha riallacciato, dopo tanti anni di isolamento, i legami tra i due popoli e ha spinto il gruppo portoricano ad incorporare nel proprio repertorio alcuni elementi provenienti dalla rumba o dalla timba cubana.

Successivamente hanno fatto parte degli Jala Jala dancers ballerini come Enzo Conte (unico italiano ad aver avuto il privilegio di ballare nel gruppo ), Janet Orta,  Angel Rosa, Cindya Rivera, Joe Costoso. Norma Rivera.

Dopo la scomparsa del grande Papito Jala Jala, avvenuta nel 2000 a causa di un infarto cardiaco, il gruppo è stato preso in mano, con il beneplacito della famiglia, da Janet Orta, per anni sua assistente prediletta. Il gruppo accompagna abitualmente le esibizioni dell'orchestra di Tommy Olivencia e continua a perpetuare  la magia dello stile Jala Jala.

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LE CARATTERISTICHE DELLO STILE  JALA JALA Lo stile Jala Jala si caratterizza soprattutto per il suo basico che riesce a procurare al ballo uno swing corporeo particolarissimo.
Questo basico, eseguito "en contratiempo", si caratterizza con quello che i portoricani definiscono "empuje", ovvero impulso. Si tratta di un basico che non prevede il classico movimento a pendolo avanti e indietro ma un movimento che (partendo dal posto) prima va indietro e poi va avanti. Questa spinta regala al passo un andamento particolare, che enfatizza le pause. Pause che di solito sono riempite con giochi di bacino o di spalle che vanno di solito a sottolineare (fra i tempi 4-5 e 7-8) un movimento di chachacha.
Lo stile dell’uomo, elegante a allo stesso tempo grintoso, mette in evidenza le doti fisiche di questi ballerini che, senza ricorrere a figure straordinarie, hanno nel loro swing corporeo e nella loro attitudine "macha y callejeira" le carte vincenti. L’atteggiamento virile di questi uomini esalta ancora di più la femminilità delle donne, capaci però di tenere testa al virtuosismo dei loro compagni, al momento di eseguire degli assoli, che si trasformano (sulla falsariga di quanto da sempre succede, ad esempio, nella bomba portoricana) in vere e proprie sfide all’ultimo passo.
Lo stile Jala Jala è infatti caratterizzato da una incredibile gestualità da parte delle ballerine, che utilizzano le mani, ma anche ogni parte del corpo sempre in una chiave molto ritmica e aggressiva, pur esprimendo una sensualità e una femminilità ai limiti della provocazione.

Fra i passi quello più famoso è  la "media cajita", che è semplicemente una variante del basico che finisce però su una diagonale. Le donne in questo caso muovono le spalle nell’andare indietro e il bacino nell’andare avanti, mentre gli uomini alternano un movimento delle spalle con un tipico tremolio delle gambe.
Molto caratteristici sono anche i passi incrociati (i famosi cruza cruza) che vengono eseguiti in particolare dalle donne che li alternano a dei mambo jazz, dei sincopati, dei kick o delle piccole  spaccate.

Lo stile Jala Jala  non è fatto però solo di passi liberi. Molte sono in realtà le possibilità coreografiche, come ci testimoniano le innumerevoli esibizioni di questi eccelsi ballerini insieme ai più grandi artisti del firmamento salsero. Entrando più specificamente nel merito dello stile Jala Jala, Papito soleva ripetere:
“Io ai miei allievi  faccio fare ad ogni lezione cinquecento basici perché il segreto del mio stile sta proprio nel basico e nella postura!”Papito per primo era consapevole dell'importanza della postura. Ma per lui (a differenza di tanti luoghi comuni ormai consolidati) la postura non doveva mai essere  rigida. Al contrario doveva essere  sempre flessibile, pronta a modificarsi in base al passo o alla figura da eseguire. A tale scopo, per sviluppare meglio il suo concetto di postura, Papito  aveva creato una sequenza di una ventina di passi individuali e teneva i suoi allievi  su questa sequenza per almeno tre mesi. Solo in un secondo momento si passava al ballo di coppia. Quella sequenza era in realtà un "catalizzatore d’energia" che si proponeva di sviluppare, oltre al senso ritmico, tre caratteristiche fondamentali:
a) il controllo del movimento
b) la compressione
c) la definizione del movimento.
Succedeva così che alla fine del corso i ballerini che uscivano dall'accademia di Papito avevano un sabor ed un'espressività incredibili anche se magari pochissima dimestichezza con le figure. Il bello è che nessuno degli allievi protestava, tutti accettavano con pazienza questa estenuante routine, perché tutti si rendevano conto che il fine ultimo del ballo era quello di sapersi muovere con sabor.
Come ripeteva sempre Papito una cosa è ballare "a lo loco", ovvero come viene, magari agitandosi come forsennati nel tentativo di dare sabor al ballo, un'altra è invece muoversi con consapevolezza, controllando i propri gesti, sapendo esattamente cosa si vuol fare e che effetto si vuole ottenere con quel determinato passo o movimento. Ecco perché ad esempio il movimento delle mani delle ballerine di Papito è particolarissimo, proprio perché è un movimento ritmico, non affatto casuale che si sa dove comincia e dove finisce.
La compressione è un altro aspetto fondamentale dello stile di Papito. Di fatto tutti i balli di origine afrocubana hanno un rapporto particolare con la terra, ed è per questo che bisogna imparare ad essere molto leggeri nella parte superiore del corpo ed invece estremamente compressi in quella inferiore. La compressione fa sì che ci sentiamo ben ancorati al pavimento e che scarichiamo verso terra tutta la nostra energia. Ogni movimento quindi acquisisce una sua consistenza e un semplice movimento di spalle e di bacino viene fatto con una forza che impressiona.
La definizione è la chiara conseguenza del controllo e della compressione. Ogni movimento è ben definito perché i ballerini non abbozzano il movimento al contrario lo definiscono facendolo completamente loro. Per capire meglio il concetto di definizione pensate alla differenza che c'è fra un pittore che fa la bozza di un suo quadro e fra il quadro finito dove tutto, dalla luce ai colori, ha un aspetto preciso, curato nei minimi particolari.

Nasce così "lo stile". Quello stile che rende famoso chi lo crea e che caratterizza chi lo sposa

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SEQUENZA BASICA PAPITO JALA JALA
 

VUELTA BASICA DERECHA
VUELTA BASICA ISQUIERDA
VUELTA DERECHA CON TORNILLO
VUELTA DERECHA CAMINADA
LADO LADO
CRUZADO AL LADO
CAMINADA MUJER
CAMINADA VARON
CRUZADO AL FRENTE
AVION CON MANO
AVION CON BRINCO (CON TRANCICION)
AVION CON BRINCO (COMPLICADO)
BRINCOS
BAJADA CON CRUZE
TWIST
LA UVE
MEDIA VUELTA
CRUZADO PROGRESSIVO
CRUZADO REGRESSIVO
JALA JALA
PATADA PUNTEO
PUNTA TALON
BRAVO
TALON  PUNTA (DOBLE)
TAC TAC TAC
MEDIA VUELTA CON CRUZE
EL SWING PROGRESIVO
ESPIRAL
ESPIRAL DOBLE
TORBELLINO
VUELTA COCOLA  A LA DERECHA
VUELTA COCOLA  A  LA ISQUIERDA
COCOLITO
MAMA GUELA
PERFECTO
KICK PIVOT MAMBO GOZON
ESPIRAL MAMBO GOZON
PARALLELO  DE FRENTE
PARALLELO ATRAS
CUARTAS

 

 

   

 

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