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BIOGRAFIA  

 


Stazione birra - Roma 1999


Bandana - Latina 1998


Meeting Latino - Roma 1996


Meeting Latino - Roma

1996

Miguel Matos Chevere aveva visto la luce a Puerto Rico il 29 giugno del 1952, sotto il segno del cancro. Era nato a Carolina, un comune, nelle vicinanze della capitale, noto per aver dato i suoi natali a molti grandi ballerini ma anche a diversi sportivi di fama internazionale.
Aveva vissuto la sua infanzia in un quartiere che già dal suo nome aveva dei segni premonitori: "l'esquina caliente" (l'angolo caldo).
 
Aveva cominciato a ballare fin dall'età di tredici anni. Erano i mitici anni '60, l'epoca in cui la salsa cominciava a dare i suoi primi vagiti. Erano  gli anni  in cui furoreggiava un nuovo ritmo l'Jala Jala, ritmo creato da Roberto Roena ma portato al successo dal Gran Combo di Puerto Rico e dal duo formato da Richie Ray e Bobby Cruz.
Miguel Matos partecipò  ad una gara di Jala Jala organizzata dal Canal 11 per il programma "Teenager Matinèe". In quella occasione sbaragliò tutti gli avversari e da allora per tutti fu semplicemente Papito Jala Jala.
 
Successivamente sbaragliò tutta la concorrenza in altri concorsi di ballo organizzati rispettivamente dalle trasmissioni  "Alta tensione", e "Cambia Cambia" (Canale 11) e "La factoria de la salsa" (Canal 7).
Su l'onda di quei travolgenti successi fu invitato così a partecipare come ballerino ufficiale alla trasmissione  "Salsa, sabado en la noche" sul Canal 2.
 
Papito non aveva una preparazione accademica alle spalle, era al contrario il classico "bailador de la calle", tutto genio e sgretolatezza. Era un istintivo, una persona estremamente creativa con una straordinaria sensibilità artistica.
Fra i suoi ispiratori troviamo  sicuramente ballerini come Anibal Vasquez (l’unico ballerino professionista di quell’epoca)  i fratelli Roberto e Cuqui Roena, Samson Batalha e Tito Bey
 

Oltre che per le sue eccezionali doti di ballerino, Papito si era messo, fin da giovanissimo, in luce per le sue qualità di coreografo. Aveva così cominciato a collaborare con molte orchestre sia di salsa che di merengue, dentro e fuori Puerto Rico. Tra le sue collaborazioni più importanti  ricordiamo quelle con: Los Hijos del Rey, Anthony Cruz, Wilfrido Vargas, Rafù Warner, Sergio Vargas, Gary Pinto, Giro.

Dopo essersi ritirato per alcuni anni dalle scene, Papito verso la fine degli anni '80 ritorna con un grande progetto: la creazione di un gruppo di ballo che potesse rappresentare non solo il suo stile inconfondibile ma che potesse diventare anche il fiore all’occhiello dell’isla del encanto e del talento borincano.
Nel 1989 fonda così Los Jala Jala dancers.
L’attività che segnò  l'esordio di questo gruppo fu l’omaggio per i 25 anni nella musica di Andy Montañez, celebratosi nel Teatro della Università di Puerrto Rico.
Da allora Papito Jala Jala ha sempre di più incrementato la sua popolarità partecipando a numerosi trasmissioni televisive come "Musicomedia", "Semana de la salsa", "El Show del Mediodia", "Noche de Gala", "Que vacilon".
Fra le apparizioni più celebri del suo gruppo ricordiamo quelle al Teatro Bellas Artes di San Juan insieme a cantanti del calibro di Cheo Feliciano, Tony Vega, Ismael Miranda e Roberto Roena; quelle al Coliseo Roberto Clemente con la MP All Stars e Gilberto Santarosa; quelle all’anfitetaro Tito Puente con l’orchestra di Tommy Olivencia e della Sonora Ponceña, senza dimenticare quella più importante: al Madison Square Garden di New York ancora una volta con la  Sonora Ponceña.
 
Gli Jala Jala dancers sono stati il primo gruppo portoricano ad esibirsi in Italia e allo stesso tempo  il primo ad esibirsi ufficialmente a Cuba nell’ambito di una manifestazione denominata “De aqui pa allà”. Questa storica tournée  ha di fatto influenzato moltissimo lo stile di Papito che da allora ha incominciato ad incorporare nel suo stile molti movimenti presenti sia nella timba che nella rumba cubana.

Profondamente innamorato dell'Italia e del popolo italiano Papito fino al momento della sua scomparsa ha continuato a frequentare assiduamente quella che sarà per lui la sua seconda casa.
Molti dei maestri che attualmente insegnano in Italia sono stati allievi del grande Papito ed oggi i suoi insegnamenti, pur in un momento di grande contaminazione stilistica, continuano ad essere un punto di riferimento costante per tutti gli amanti della salsa.
 
Da anni sofferente di diabete Papito non ha resistito ad un attacco di cuore che ha stroncato la sua vita il 9 ottobre del 2000, nella sua abitazione, sita nel quartiere Bahia Vistamar.    
Aveva appena 48 anni...   
        

 

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