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| ANEDDOTI E CURIOSITA' |


Zanussi - Roma 1996

con Roxana Gonzales

bailando per Tito Rojas
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Los Jala Jala dancers sono stati il primo gruppo portoricano a venire in tournèe in Europa. Il loro esordio è avvenuto il 21 aprile del 1996 presso la discoteca Zanussi di Roma.In quella occasione la formazione del gruppo era composta da:
Papito Jala Jala , Tito Ortos, Tania Santiago, Jorge Santana, Diane Sierra
Sono ritornati l'anno successivo questa volta portati in Italia dal portoricano Carlitos Ortiz.
In quell'occasione il gruppo era composto da:
Papito Jala Jala, Tania Santiago, Joe Rodriguez, Viviane Ayala, David Ortiz, Giovanna Rivera, Luis, Sheila
Sono ritornati poi nel 1998 con questa formazione:
Papito Jala Jala, Joe Rodriguez, Roxana Gonzales, David Ortiz, Giovanna Rivera
Dal 1999 al momento della sua scomparsa Papito si è esibito in Italia insieme al gruppo di Enzo Conte e dei suoi Jala Jala Style dancers, facendo spesso coppia con Sara Facchinetti e con l'argentina Marcela Gangui.
Nel 1999 in occasione di un suo spettacolo al Palacavicchi di Roma, si è formato un supergruppo composto da:
Papito Jala Jala (Puerto Rico), Roxana Gonzales (Puerto Rico), Lazaro Martin Diaz (Cuba), Julie (Cuba), Enzo Conte (Italia), Barbara Centra (Italia), Ivana Maldonado (Argentina), Trudy Iglesias (Venezuela), Marcela Gangui (Argentina)
La coreografia eseguita in quella occasione era una creazione di Papito sul brano "Mambo Gozon" di Tito Puente.
Il 17 novembre del 2001 sempre al Pacavicchi di Roma si è voluto ripetere quell'esperienza in memoria del grande maestro ad un mese dalla sua scomparsa.
Per l'occasione il gruppo era formato da:
Lazaro Martin Diaz, Douglas Ouviche, Trudy Iglesias, Ivana Maldonado, Monia Zignani, Claudia Zignani, Lara Orioli, Giulio Morgia, Ines Galssso, Sefy Santaluna, Claudia Funaro e gli Jala Jala Style dancers di Enzo Conte
Papito Jala Jala, trovandosi a New York si recò a ballare una sera al Side Street, uno dei locali salseri più famosi del Bronx. Alla notizia del suo arrivo, Papito si ritrovò circondato da alcunei donne scatenate, tutte in fila per ballare con lui. Tutto ciò tra gli sguardi increduli della maggior parte dei ballerini di New York che non riuscivano a capire che cosa trovassero le donne di tanto interessante in quel gigante che non era capace nemmeno di fare una piroetta.
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Papito Jala Jala era una delle immagini viventi del sabor. Sicuramente aveva un repertorio limitato e la sua tecnica non era certo paragonabile a quella dei migliori maestri di New York, ma quando era ispirato davvero trasudava sabor da tutti i pori ed esprimeva una carica, raramente riscontrabile in altri ballerini del suo calibro. Aveva una forza espressiva così intensa che persino quando si cimentava con la timba cubana (genere che adorava) o con la musica da discoteca (lo ricordo una volta a Palermo alle prese con un brano di Barry White) faceva il vuoto intorno a sé.
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Quando con Papito andavamo in giro per l’Italia mi rendevo conto che molti rimanevano delusi, alle volte persino scioccati, dagli stage che tenevamo. La maggior parte dei partecipanti venivano nella speranza di imparare passi complicati o giri spettacolari e invece si ritrovavano a fare per tre ore solamente il basico e quando andava bene un giro a destra, un lado lado, un cruzado al frente o un avion con mano. La gente questo non lo capiva e gli stessi organizzatori mi chiedevano preoccupati: “Ma Papito che fa? Sempre le stesse cose?” Sì, lui faceva sempre le stesse cose, perché per lui quelle erano le chiavi d’accesso per assimilare il suo magico swing:
“Io ai miei allievi di Puerto Rico gli faccio fare ad ogni lezione cinquecento basici, perché il segreto del mio stile sta proprio nel basico e nella postura!”
Una volta portai un gruppo di amici italiani, in vacanza a Puerto Rico, all'Accademia di Papito Jala Jala. Papito fece subito notare a questi ragazzi i loro errori di impostazione. Il guaio era che mentre i miei amici erano andati lì con la speranza di imparare giri incredibili, Papito li costringeva sul passo base nel tentativo di correggere la loro impostazione stilistica (morale della favola: alla terza lezione il gruppo si era praticamente dimezzato!).
Il 28 luglio del 2003 si è celebrato a San Juan di Puerto Rico, nell'ambito del 7° Congresso Mondiale della Salsa un Tributo a Papito Jala Jala.
In quella occasione quasi tutti i componenti originari degli Jala Jala dancers si sono riuniti per dare un omaggio al grande coreografo e maestro portoricano.
In quella mitica occasione il gruppo, sotto la direzione di Tito Ortos, era formato da:
Tito Ortos, Tania Santiago, Angel Martinez, Viviane Ayala, Fito Cruz, Zoraida Rivera, Chino, Diane Sierra, David Ortiz, Roxana Gonzales, Joe Rodriguez, Cindia Rivera, Angel Rosa, Janet Orta, Luis Sosia, Jeanitzia Aviles, Norma Rivera, Joe Costoso, Enzo Conte, Sabrina Pallucchini, Richy Mambo King, Marielis Sampedro, Javish Ortos, Jaritza Nahir, Omar, Katia Aponte, Hanson.
Papito Jala Jala è stato spesso citato in alcune canzoni prodotte dai più grandi artisti della salsa. Citiamo ad esempio "Sarabanda" di Josè Alberto el Canario, "La Conocì bailando"di Alex De Castro, "En su lengua quedo" del Gran Combo de Puertorico.
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